Una mattinata di cinema e di riflessione sulla parità di genere e sul contrasto ai femminicidi per gli studenti del Liceo Scientifico N. Cortese, diretto da Dirigente Dott. Prof. Marcellino Falcone.
Martedì 3 novembre le classi quarte del nostro istituto, accompagnate dai loro docenti, hanno partecipato alla visione del film “Se domani non torno”.
“Se domani non torno” ci ha costretto a guardare ciò che spesso non vogliamo vedere: non solo il femminicidio in sé, ma tutto quello che lo precede. Le parole che sminuiscono, la gelosia spacciata per amore, il controllo del telefono e delle amicizie, l’allontanamento progressivo dalla famiglia e dagli amici. È un film che parla a ragazze e ragazzi, perché la violenza non è un destino, ma un processo che si può riconoscere e fermare.
Gli obiettivi che abbiamo condiviso con gli studenti sono stati:
n1. Riconoscere la violenza in tutte le sue forme: non è violenza solo quella fisica, è violenza anche quella psicologica, verbale, economica e digitale. Il controllo, le minacce, le umiliazioni, lo stalking sono segnali d’allarme da non sottovalutare.
n2. Decostruire stereotipi e pregiudizi: “È geloso perché ti ama”, “Se ti tratta così è colpa tua”, “I veri uomini non piangono”. Sono frasi che alimentano una cultura del possesso. Una relazione sana si basa invece su libertà, fiducia e rispetto reciproco. Nessuno è proprietà di nessuno.
n3. Imparare a chiedere e a dare aiuto: Parlare è il primo atto di coraggio. Durante il dibattito con gli attori è stato ricordato il 1522, il numero nazionale antiviolenza e stalking, gratuito e attivo 24 ore su 24, e l’importanza di rivolgersi ad un adulto di fiducia, a un docente, a uno sportello d’ascolto, a un centro antiviolenza.
n4. Essere testimoni attivi, non spettatori: Il femminicidio non riguarda solo le donne. Riguarda tutti. Ognuno di noi ha la responsabilità di non girare lo sguardo dall’altra parte, di intervenire, di sostenere chi chiede aiuto, di usare parole rispettose anche in classe e sui social.
Al termine della visione, le classi hanno assistito al dibattito in diretta che ha rappresentato un momento di confronto, molti studenti e studentesse hanno preso la parola, portando domande, emozioni e riflessioni personali.
È emersa una consapevolezza comune: la violenza non è un raptus improvviso, ma la fine di un percorso fatto di piccoli segnali. E se impariamo a riconoscerli in tempo, possiamo salvare una vita.
Il nostro impegno continua come Istituto, continueremo a lavorare su questi temi con laboratori, incontri e attività di sensibilizzazione, perché la prevenzione passa dall’educazione.
Le nostre classi si impegnano a portare avanti, ogni giorno, un linguaggio rispettoso, un ascolto senza giudizio e il coraggio di dire NO a ogni forma di prevaricazione e discriminazione.
Perché se domani non torna una donna, è tutta la società che ha fallito. E noi vogliamo essere una società che non fallisce più.










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